giovedì 20 dicembre 2012

Archeologia e Trasporti: opportunità o ostacolo?

I casi dell'Auditorium di Adriano e la Tomba del Gladiatore


Questa qui sopra è l'area archeologica di via Vitorchiano dove nel 2008, durante gli scavi per la costruzione di tre palazzine da parte del gruppo Bonifaci, è stata scoperta la cosiddetta "Tomba del Gladiatore". Ebbene sì. Proprio la tomba di quel Marco Nonio Macrino che ha ispirato il famoso film interpretato da Russel Crowe. Dopo 4 anni di scavi e scoperte tali da far ritenere il ritrovamento uno dei maggiori degli ultimi 30 anni, qualche giorno fa arriva la notizia che il sito deve essere reinterrato. La solita solfa. Non ci sono i soldi per una valorizzazione. Poteva finire tutto così se non ci si fosse messo lo stesso attore americano e mezza opinione pubblica mondiale scandalizzata giustamente dalla pochezza con cui il paese detentore del 70% di patrimonio culturale europeo tratta la sua storia. Il sito sarà quindi solo coperto e protetto dalle intemperie per ora (e speriamo anche dai ladri). Perché ne parliamo qui. Osservate un momento su questa mappa dove si trova il sito. A 200 metri dalla Stazione Due Ponti e 500 da Tor di Quinto della Roma-CivitaCastellana-Viterbo. Inoltre praticamente attaccato alla dorsale ciclabile del Tevere. Il che già basta a garantire un'accessibilità invidiabile per tutti i turisti che difficilmente si spingono fuori dalle mura aureliane. Un quarto d'ora di treno metropolitano da Piazza del Popolo. Oppure una bella passeggiata in bici lungo il fiume. E questo nel presente. Perché se veramente si chiuderà mai l'anello ferroviario Tor di Quinto diventerà uno snodo per Roma Nord strategico dal potenziale enorme, raggiungibile facilmente da tutta Roma e soprattutto dalla AV di Tiburtina. Si dirà che la ferrovia in questione è lenta, malandata, degradata, indecorosa, sporca. Altrettanto la ciclabile. Per non parlare della zona di Tor di Quinto tristemente famosa per l'omicidio Reggiani  e il degrado che vi regna. Ma quale migliore occasione di sfruttare un sito archeologico unico legato a un evento mediatico mondiale come "The Gladiator"? Lo spazio nei dintorni non manca di certo. Già immagino percorsi multimediali, realtà aumentata con le scene del film, spettacoli con la ricostruzione dei momenti chiave della vita del gladiatore, insomma un potentissimo mix tra storia, cultura romana, cinema, tecnologia. Il tutto accessibile con i mezzi pubblici che potrebbero essere potenziati e manutenuti con parte degli introiti del sito. Una incredibile accelerata al processo di riqualificazione del Tevere e di tutta l'area nord attualmente dimenticata. Insomma un progetto di connubio sinergico tra archeologia, turismo e infrastrutture. Destinato però a rimanere un sogno. Ma quanti soldi ci vogliono per la valorizzazione? 3 milioni. Spiccioli. Pochi spiccioli per un'amministrazione come Roma Capitale che ne ha stanziati quasi 2 per "limare" il muretto del museo dell'Ara Pacis. Un'operazione inutile, stupida, inconcepibile, dannosa, schifosamente ideologica. Dal costo di 4 miliardi di lire. Queste le priorità, questa la lungimiranza di Roma. 

Cambiamo totalmente zona, arriviamo in pieno centro storico, Piazza Venezia, il fulcro della città antica. Tuttavia un caso simile e altrettanto emblematico. E' spuntato infatti 3 anni fa un ritrovamento importantissimo in un'area che dovrebbe ospitare una delle uscite della futura metro C. Si tratterebbe di un auditorium adrianeo, un luogo di ritrovo per oratori e filosofi, di cui si sono conservati splendidi marmi e le gradonate che ospitavano il pubblico. Anche qui tuttavia il futuro è più che incerto. Serve un milione per il restauro e si ipotizza l'apertura al pubblico tra tre anni. E la metro C? Dal materiale ufficiale di qualche anno fa presentato nell'ambito del progetto Millennium sembrerebbe che  sia stato individuato un posto per l'uscita della metro a fianco del sito archeologico. Nulla si è più saputo tuttavia a riguardo da quando è naufragato il project financing per la tratta centrale che resta ancora tutta da definire e soprattutto finanziare. Ricordiamo poi che la tratta centrale ha già visto cassata per problemi archeologici la fermata Argentina, creando un buco di 1,2 km tra le due fermate centrali di Venezia e Chiesa Nuova. Parlando di tutto questo mi viene in mente l'esempio di Napoli. Il cantiere in piazza Municipio è li' da dieci anni e lungi dall'essere chiuso. Ma i ritrovamenti sono stati straordinari e un bel progetto li integrerà in una stazione museo che già si preannuncia sbalorditiva dando un volto nuovo alla zona più monumentale della città. Il parallelo mi sembra calzante no? Si dirà, e i soldi chi li mette? I soldi volendo si trovano, anche con la crisi. Siamo a Roma. Un mito, un'idea, un unicum planetario. Gli investitori arabi si possono corteggiare solo per fare di Ostia la Dubai de noantri? Il mondo è innamorato della nostra storia e della nostra città. Siamo noi che non lo siamo. Una stazione sotto la piazza che valorizzi i reperti permettendo di camminare nella storia, sull'antica via Flaminia, tra vetrerie medievali, nelle stanze dei retori e dei filosofi, muovendosi al contempo alla velocità di una metropoli contemporanea. Certo ci vorrebbero molti anni e molti soldi. Ma come sappiamo Roma non è stata costruita in un giorno. Cosa sarebbe un decennio a fronte di un omaggio a una storia millenaria?

martedì 18 dicembre 2012

Atac: (dis)servizio pubblico

Mai come in questi giorni il trasporto pubblico romano sta mostrando il suo stato comatoso. Non c'è bisogno di starlo a raccontare. E proprio quando tocca il fondo l'Atac non trova meglio di niente da fare che piangere miseria e parlare di "sabotaggi". Per fortuna c'è ancora qualcuno in Italia che fa giornalismo vero come FaiNotizia che ci regala un'inchiesta approfondita in cui mette a nudo in modo esaustivo e imparziale le criticità della nostra amata odiata azienda di trasporto pubblico. Visione e lettura altamente consigliate per capire cosa si cela dietro i disservizi continui e la cronica mancanza di risorse.

lunedì 17 dicembre 2012

Metro C: cantieri Ipponio/Colosseo entro Gennaio '13

L'ennesima dichiarazione di Aurigemma. Stavolta sarà vera o l'assessore sta facendo affidamento sulla profezia Maya che gli garantisce di poter sparare qualsiasi data prima della fine del mondo? Se volete divertirvi a ripercorrere i vari falsi annunci susseguitisi negli ultimi due anni cliccate nella barra in alto su "Metro News Archive". C'è da dire che dopo l'ultima seduta del CIPE pare che ogni problema finanziario e autorizzativo sia stato risolto. Qualche dubbio rimane invece sull'organizzazione del cantiere. La soprintendenza infatti era scettica riguardo al mantenimento del traffico su via dei Fori Imperiali che, a causa dei cantieri della metro C, si sarebbe avvicinato troppo pericolosamente al Colosseo. Da cui l'eterna diatriba sulla pedonalizzazione da più parti invocata. L'unica certezza è che è stata istituita una fascia di rispetto di circa 15 metri intorno all'anfiteatro flavio che sarà invalicabile. Come si risolve dunque il nodo del cantiere?

sabato 15 dicembre 2012

Prolungamento Metro B Rebibbia - Casal Monastero: partiti gli espropri

Pubblicata la lista dei terreni da espropriare per la costruzione del prolungamento della metro B oltre Rebibbia. Una buona notizia per questa tratta di 3 chilometri per due stazioni che andrà a servire quartieri densamente popolati come San Basilio e soprattutto porterà la linea fuori dal GRA con un grande nodo di scambio per i pendolari. Sembrerebbero dunque risolti i problemi finanziari derivanti dall'impossibilità di cedere alcuni terreni ai costruttori in quanto soggetti a vincoli paesaggistici. Ricordiamo che questo è il primo project financing che va in porto a Roma per la realizzazione di una infrastruttura di trasporto. Gli altri sono tutti naufragati (metro D, metro B1, metro C tratta T2). La storia di questo piccolo prolungamento però è stata più che travagliata, potete ripercorrerla qui.

venerdì 14 dicembre 2012

Ponte della Scienza: aggiornamento Dicembre '12



Grazie agli amici di un nuovo blog dall'evocativo nome di La Zanzara di San Paolo una bella foto del ponte della scienza. Si nota che nonostante tutto i lavori procedano. Sono stati installati i lampioni squadrati esattamente identici a quelli del rendering, eccetto che per il colore. A quanto pare mancano solo poche finiture. Tuttavia, ormai in ritardo di 6 mesi, la data di apertura del ponte rimane sconosciuta. Così come incognita è la viabilità di accesso che dovrebbe connettere la via Ostiense e viale Marconi attraverso il nuovo ponte. Il Piano Urbano Ostiense Marconi prevede infatti il percorso ciclo pedonale in asse con il ponte e attraverso l'area dei gazometri ma ci sono forti resisdtenze dell'Eni-Italgas proprietaria dell'area per cui sarà dura. Ora quest'ultima è la parte più complicata. L'ipotesi vista sopra si basava sul vecchio progetto veltroniano della Città della Scienza, che sarebbe dovuta sorgere nell'area dei gazometri appunto e avrebbe incluso la ciclabile. Tuttavia il progetto non si sa se si farà. Nel frattempo dunque ci si è attivati per cercare un accordo con la Centrale Montemartini e Terna, che insistono nelle aree adiacenti a sud del gazometro ma entrambe le strade sembrano bloccate perché ci sono complicatissimi problemi di proprietà ed esproprio dei suoli. Sul fronte nord invece, verso via del porto fluviale, che rimane l'unica alternativa percorribile, lo sbocco di via di riva ostiense è chiuso dal cantiere di Roma Docks, edifici che sorgeranno proprio davanti al ponte di ferro ma i cui lavori sono stati bloccati prima dai ritrovamenti archeologici e poi da problemi burocratici. Se non si sblocca il cantiere non sarà possibile completare la strada.
Viste tutte queste problematiche, sebbene il ponte stia per essere completato, probabilmente non sarà inaugurato subito una volta finito, anche per evitare atti vandalici in una zona intransitabile di fatto.
Intanto godiamoci le foto.

giovedì 13 dicembre 2012

Finalmente luce sulla Metro C al Colosseo, quanto ci è costato?


Tutti i giornali di oggi riportano la notizia dello sblocco dei fondi per la Metro C da parte del CIPE. Tutti parlano del giubilo di Alemanno il quale sostiene di aver salvato i cantieri dalla chiusura e che ora nulla osta l'apertura dei lavori sulla tratta T3, solo due stazioni, da San Giovanni al Colosseo.

Di cosa stiamo parlando veramente però ce lo spiega il Sole24ore. Per farla breve il costruttore MetroC SpA ha chiesto più soldi all'appaltatore Romametropolitane. Li ha cominciati a chiedere dall'Ottobre 2007, cioè pochi mesi dopo l'apertura dei primi cantieri, per vari motivi secondo cui i costi sarebbero aumentati e che potete leggere nell'articolo. Nel frattempo nel 2010 viene approvato dal CIPE il progetto della tratta T3, dal valore rivisto al ribasso di "soli" 792 milioni. E da allora stiamo aspettando i cantieri, sempre promessi ma mai aperti. Oggi sappiamo perché. Lo stato non autorizza l'erogazione di fondi per progetti con contenziosi in corso. Quindi i 792 milioni per arrivare a Colosseo erano congelati nell'attesa che si coprissero gli extra costi delle tratte precedenti. Costi che il comune non riusciva a sostenere portandolo a richiedere l'intervento dello Stato. Ed ecco che oggi sono stati accordati 253mln a Metro C SpA dal CIPE. Lo Stato però per mettere sul piatto la sua parte di 81,1 milioni, ha azzerato il finanziamento della tratta T2, la più importante, quella nel centro storico. Intendiamoci, erano 33 milioni, pochissimi spiccioli, però ad oggi si può dire che la prosecuzione della metro C oltre Colosseo è completamente al palo e senza un soldo.

Tuttavia la parte più interessante della notizia è come al solito in fondo. Si evince infatti che lo Stato avrebbe  fatto un "favore" al Comune mettendo una pezza sulla sua incapacità gestionale. Infatti se fossero in futuro accertate responsabilità sui soggetti a cui spettava il dovere della corretta progettazione e della corretta gestione dei lavori e del rapporto con l'appaltatore, lo Stato potrebbe rivalersi sul Comune dei soldi concessi oggi. Una bella spada di Damocle che potrebbe causare non pochi problemi in futuro. 

In ogni caso facciamo che oggi resti il giorno della festa. Che l'ennesimo sospetto di mala amministrazione non rovini l'entusiasmo del momento. Tra poche settimane dovremmo vedere ruspe e trivelle sotto il simbolo della città. E tra sei o sette anni la periferia est potrebbe essere incredibilmente più vicina al centro.

domenica 9 dicembre 2012

Aggiornamento Stazione Metro C Giardinetti

Siamo veramente agli sgoccioli e la stazione diventa sempre più bella. Completato il rivestimento del tetto e i rivestimenti in pietra delle pareti laterali, i marciapiedi e la rotonda sulla Casilina. Si continua a lavorare al parcheggio antistante che risulta quasi finito. Una curiosità, nell'area tra il futuro parcheggio e la via casilina, dove correvano un tempo i binari del "trenino", c'è uno scavo che non so a cosa sia finalizzato in cui affiorano quelli che sembrerebbero resti archeologici. Nota positiva i marciapiedi in sampietrini invece che in catrame e le pietre chiara e scura per i rivestimenti. Unica nota dolente l'esiguità del parcheggio. Per la stazione a ridosso del GRA ce ne sarebbero voluti molti di più, sul modello di Anagnina. Buona visione!






 




venerdì 7 dicembre 2012

Grazie!



Permettetemi un piccolo post di ringraziamento a tutti i lettori per aver fatto superare le cinquantamila visite a Mobilta(') Roma! Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato e voglio condividerlo con tutti quelli che visitano costantemente il blog ma anche con chi vi è capitato per caso e magari trovando notizie interessanti ha avuto voglia di tornare. Nonostante il tempo esiguo che posso dedicarvi la passione è tale che in questi anni attraverso i 146 post pubblicati e le centinaia di commenti sono stati toccati moltissimi temi, lanciate denunce e avviato inchieste ma soprattutto ho conosciuto molte persone che hanno voluto manifestare il loro interesse o il loro disappunto, sempre accrescendo la coscienza generale sui temi della mobilità capitolina, che è poi il fine ultimo di questo blog. A voi grazie. Con la speranza che possiamo crescere ancora di più e che un dibattito vero, serio e argomentato sia finalmente dominio di un pubblico vasto di cittadini e in cima alle agende dei politici. Soprattutto dei prossimi candidati a sindaco. Vi ricordo che nel riquadro a lato trovate le ultime notizie aggiornate su tutte le metro romane in costruzione e progettazione. Buon proseguimento su Mobilita(') Roma!

mercoledì 5 dicembre 2012

Filobus Laurentina-Tor Pagnotta: ancora ritardi e mistificazioni

Ancora ritardi per il filobus più lento della storia. Altri 3 mesi. Si evince da un comunicato di oggi che ho salvato ad imperitura memoria qui. Una nuova fase di lavori che terminerà a fine Febbraio 2013. Peccato che in quest'altro comunicato di Agosto si diceva che i lavori all'esterno del corridoio sarebbero terminati a fine Novembre. Tre mesi in più senza che nessuno dica niente. Va bene. Comunque a fine Febbraio poi apre il corridoio? No. Mancherà ancora l'attrezzaggio dei pali e della linea aerea, delle fermate ecc. Data finale? Sconosciuta. Sappiamo tutti che l'inaugurazione era prevista a fine 2012 e che i lavori sono partiti nel 2009. Intanto però continua la silenziosa opera di mistificazione condotta da Romametropolitane che ha fatto sparire dal proprio sito la brochure ufficiale del progetto con incluse le date. Nascondere la polvere sotto il tappeto non servirà in ogni caso. I nodi al pettine ci sono già tutti.
  1. Manca il ponte sul GRA per raggiungere Tor Pagnotta 2  senza il quale l'intera opera è priva di senso. Lo deve costruire Caltagirone, nessuno ne sa nulla.
  2. I cantieri dell'altro "ramo" del filobus, da Mezzocammino all'Eur lungo la Colombo, dopo anni di sondaggi archeologici non sono mai partiti e ad oggi non si ha notizia al riguardo
  3. Rimane in sospeso anche la vicenda delle tangenti sull'acquisto dei filobus destinati ai due corriodi. L'Ad di Eur Spa Mancini sarà condannato? E se sì, i filobus dovranno essere sequestrati rendendo da buttare il lavoro fatto?

lunedì 3 dicembre 2012

Metro Anagnina-Torre Angela al via: con quali soldi?

Un primo microscopico passo verso la metro leggera Anagnina-Torre Angela

Ma cosa significa in pratica? E' molto semplice, bisogna trovare terreni da cedere ai palazzinari per ripagare il costo della metro. Dei 380 milioni necessari infatti non c'è che qualche spicciolo della Regione (45 mln).  Ci  propongono quindi l'ennesimo project financing a base di cemento. E' utile ricordare che ad oggi l'amministrazione non è riuscita a portarne a termine nemmeno uno. Non quello per la Metro D, annullata, ne' per la tratta centrale della C ne' per la Rebibbia-Casal Monastero ne' per la B1 a Bufalotta. Un flop totale. Vale la pena poi soffermarsi sulle dichiarazioni di Aurigemma (ass. Mobilità) e Corsini (ass. Urbanistica). Il primo afferma che siamo di fronte a una svolta epocale perché si pensa prima alle infrastrutture di mobilità e poi a costruire le case. Si riferisce evidentemente alla centralità Romanina che la metro leggera attraverserebbe e servirebbe con due fermate. Ma è FALSO. I due progetti sono totalmente indipendenti e mentre Scarpellini è prontissimo a inondare il X municipio con i suoi 2.000.000 di mc di cemento previsti, la metro è in altissimo mare, semplicemente perché non c'è un euro per farla. E questo ci porta alla dichiarazione di Corsini: "Abbiamo fatto in modo che la Centralità Romanina [...] contribuisse in modo determinante alla realizzazione della Metropolitana. Ma per ottenere ciò abbiamo dovuto correggere alcune criticità del piano e senza tali interventi la Centralità non ce l’avrebbe fatta. Inoltre abbiamo reso possibile, con la finanza di progetto, la realizzazione dell’intera infrastruttura e non solo della parte che interessa la Romanina".
Falso, falso e ancora falso! Le "correzioni" di cui parla Corsini sono nient'altro che l'aver quasi raddoppiato la cubatura prevista nella centralità e aumentato pesantemente la percentuale di residenziale privato a scapito di quella per i servizi pubblici, con un rapporto di 95% privato e 5% pubblico. Nonostante questi ricchi "premi" elargiti al costruttore, dalla centralità non uscirà un euro per la metro leggera! Come si evince da questo documento sulle spese infatti gli oneri concessori derivanti dall'operazione immobiliare saranno spesi quasi completamente per l'urbanizzazione dell'area. L'unica infrastruttura prevista è il tunnel stradale e metropolitano sotto la centralità. E quindi? Ecco il "coniglio dal cilindro" spacciato da Corsini come "miracolo". Altre palazzine su altri terreni pubblici per racimolare i soldi per la metro. Siamo all'assurdo. Gli spazi liberi della periferia sud-est fuori dal GRA stanno per essere completamente ricoperti di cemento ma occorre costruire ancora di più per avere la metro.
Cari assessori, questa non è buona urbanistica ne tanto meno buona amministrazione. Questa è pura speculazione. Se non avete coraggio di chiedere soldi allo stato per le infrastrutture vitali della città abbiate almeno la coscienza di non consumare altro suolo condannando Roma e la sua periferia all'implosione.

venerdì 30 novembre 2012

Metro C: Stop, il comune è moroso.

Bisognava arrivare all'interruzione dei lavori, alla protesta e allo scontro per scoprire qualcosa sullo stallo dei cantieri metro C da San Giovanni al Colosseo. Cantieri inspiegabilmente assenti nonostante risuonino da due anni proclami dell'imminente apertura. Cantieri la cui assenza non solo significa il posto di lavoro a rischio per tutte le maestranze coinvolte finora ma anche quel ritardo infrastrutturale che i romani pagano tutti i giorni in termini di tempo perso nel traffico, di appuntamenti saltati, di smog e stress. Ecco dunque cosa è emerso durante lo sciopero di oggi:

 "Ci hanno detto che per la tratta T3 San Giovanni-Colosseo la copertura c'e' - spiega Remo Vernile, della Feneal Uil di Roma - perché il Cipe il 5 settembre ha deliberato lo stanziamento di 792 milioni di euro. Il problema e' che Roma Metropolitane, cioe' il Comune, deve prima riconoscere a Metro C, il costruttore, un importo di 157 milioni di euro per costi aggiuntivi nelle tratte gia' cantierizzate, cioe' le nuove norme antisismiche dopo il terremoto dell'Aquila e i maggiori costi per lo smaltimento delle terre di scavo. Cosa che ancora non avviene. Il Comune ha stipulato un mutuo per pagare questa somma, ma il Cipe deve esprimersi, e malgrado il sindaco abbia scritto piu' volte al comitato, ci e' stato detto, ancora tutto tace". Senza questi soldi, che di fatto hanno anticipato i privati che costruiscono la linea C, i cantieri si fermano: "La nuova tratta e' finanziata ma non ancora contrattualizzata - spiega il sindacalista - Roma Metropolitane ha presentato una bozza di contratto a Metro C, che pero' sta valutando e tergiversando perché aspetta per l'appunto i soldi pregressi".

In sostanza una mera causa burocratica. Colpevole manco a dirlo il Comune. Il mutuo per pagare il costruttore infatti è stato chiesto solo adesso, dopo l'attesissima approvazione del bilancio di previsione 2012 e il conseguente assestamento di bilancio. Nella nostra capitale fantozziana infatti le spese per l'anno corrente si approvano quando l'anno è finito. Stavamo anche rischiando il commissariamento per questo. E ora fanno anche la parte di quelli che hanno salvato i cantieri. Sperando che almeno un poco di vergogna germogli negli animi di questa amministrazione ci auguriamo che la situazione si sblocchi quanto prima.

giovedì 29 novembre 2012

Perché il centro è invaso dalle auto nonostante la ZTL?

Ve lo siete mai chiesto? Come è possibile avere il centro storico perennemente intasato, con le strade ridotte a code di lamiera, l'aria irrespirabile e ogni pertugio violentato da sosta abusiva se in teoria quasi nessuno vi può entrare? Quasi, per l'appunto. E finalmente sono emersi un po' di numeri.
40.000 i permessi, come se tutti gli abitanti di Ladispoli circolassero quotidianamente nella ztl. Solo un terzo ai residenti. Gli altri a milioni di categorie diverse. Commercianti, ministeriali, dipendenti pubblici, ambasciate, auto blu, politici vari, polizia, esercito, finanza, banche, alberghi, scuole. Ovviamente poi nonostante non tutti i permessi consentano la sosta è auto evidente che nessuno controlli. E il gioco è fatto. La "fame" di auto è così grande che qualche vigile più smaliziato ha pensato bene di cominciare a vendere falsi permessi. Dove ci sono lacune di legalità è sempre la modalità mafiosa ad avere il sopravvento. Ai 40.000 permessi legali quindi è lecito sommare un consistente numero di vetture abusive. E' chiaro dunque che la ZTL non è più una risposta soddisfacente ai problemi di traffico nel centro storico. Problemi che solo una seria politica di pedonalizzazioni, potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità ciclabile, parcheggi nei nodi di scambio e dissuasione della sosta selvaggia possono risolvere.

mercoledì 28 novembre 2012

Buon Compleanno Nuova Tiburtina!


Esattamente un anno fa Moretti, Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi inauguravano la nuova spaziale stazione ponte di Roma Tiburtina, cuore di un vasto progetto di riqualificazione che avrebbe coinvolto l'intero quadrante est della città, con la vecchia tangenziale abbattuta, parcheggi, servizi, parchi, ponti pedonali. Ad oggi di tutto ciò non c'è traccia. La stessa stazione è una cattedrale vuota, abbandonata e già cadente. Inizia il nostro viaggio per capire cosa si cela dietro il mistero di questa faraonica opera incompleta. Cominciamo con le impressioni di una assidua frequentatrice:

"Alla stazione tiburtina è impossibile arrivare in macchina, non c'è un parcheggio, non c'è possibilità di accostarsi. Quei pochi posti abusivi in cui è possibile abbandonare la macchina si trovano al buio, sotto la tangenziale e sono presidiati h24 da dei parcheggiatori altrettanto abusivi con facce tutt'altro che raccomandabili. Voci dicono che ci sia un parcheggio sotterraneo a pagamento, ottimo ma dove? Come ci si arriva?  [Il parcheggio sotterraneo da 400 posti sul lato Pietralata è finito ma ancora chiuso N.d.R.]. Perché farsi queste domande del resto, siamo giovani, vogliamo costruire un mondo migliore quindi prendiamo i mezzi pubblici. Sì, ma se devi prendere un treno da Tiburtina verso le sei di mattina e abiti fuori dal GRA il tempo per raggiungere la stazione potrebbe essere più lungo del viaggio per raggiungere la vostra meta. In medio stat virtus, prendo la macchina fino a Monti tiburtini dove la parcheggio in una via ancora illuminata da due provvidenziali cornetterie notturne; prendo la metro e finalmente raggiungo la stazione! Salita nell'atrio aperto [nomentano N.d.R.] rischio subito lo scivolone sul mattonato bagnato dalla brina e dall'umidità del buio. Per fortuna rimango in piedi e mentre cerco di avvicinarmi al cartellone con le partenze mi rendo conto che in una vastissima area della corte i pannelli della pavimentazione sono smossi e traballano passandoci sopra! Fuggendo dal malfermo pavè mi dirigo verso una delle due fonti di luce, la famigerata Casa Italo, in cui dei giovani in divisa sono gli unici esseri umani a presidio della stazione, offrendo riparo ai viaggiatori. "Scusi, a che ora apre il bar?" domando. "Beh, di solito verso le sei, ma fa un po come vuole...". Finalmente i 3 baristi decidono di aprire e la folla di persone che si era accalcata davanti si riversa in quel luogo a dir poco squallido, un bar con un'atmosfera estremamente triste, che da l'idea di scarsa igiene solo a guardarlo da lontano, idea confermata poi dalle mosche che girano sulla montagna di cornetti e ciambelle ammassati in un vassoio e da un inquietante cartello appeso sulla porta che recita: "Dalle 11.30 alle 12.00 chiusura per pulizie"! Rinuncio al cornetto e alla dissenteria e decido di farmi un giro nella stazione vera e propria, la "piastra". 'Ci sarà sicuramente un bar migliore nella parte nuova' penso piena di speranza. Salgo le scale mobili e mi ritrovo nell'immensa, lussureggiante, bellissima, luminosa landa desolata. Mi giro intorno, non c'è nulla. Non un bar, non un giornalaio, non un tabaccaio né una sala d'attesa. I locali deserti, i bellissimi globi gialli già impolverati, ancora con lavori in corso ma già pienamente esposti ai danni dell'usura. Qualche raro passante cerca il binario, non si sa da dove viene ne dove va, dato che le scale mobili verso le banchine sono quasi tutte sprangate. Ancora una volta quell'unica luce, la stella del mattino: Casa Italo, piena di scritte luminose, touch screen e poltrone per riposarsi, quasi ridicola in quell'immenso spazio vuoto in cui non passa nessuno. Riscendo tristemente e non senza difficoltà nella piazza ipogea per poi recarmi al binario 16. Attraversato il lungo corridoio mi fermo in prossimità del binario per non prendere freddo. Ancora una volta la hostess di italo è la salvezza per i passeggeri smarriti in quel vuoto esistenziale e ferroviario, il punto di riferimento per tutti: "Scusi...un bar?"..."L'entrata della metro dov'è?"..."Io devo andare all'aeroporto...come faccio???".Alla fine il treno arriva, con due ore di ritardo. Ma almeno mi porta via da tanta desolazione.

venerdì 23 novembre 2012

Apertura Metro C: chi mente?



Questa la dichiarazione di Antonello Aurigemma rilasciata all'Opinione di Roma e del Lazio. Frasi vaghe (nel primo semestre del 2013...come se non facesse differenza se fosse Giugno invece di Gennaio!) e il patetico scaricabarile verso altri enti responsabili dei test. Non è così. Il Comune è l'appaltatore di quest'opera e come tale è tenuto ad avere un quadro dei tempi e dei costi visto che non parliamo di spiccioli. Quindi l'assessore ai trasporti della Capitale non può cavarsela così. Ricordo che in questi giorni il comune di Milano sta "guadagnando" 20.000 euro al giorno per le penali causate dal ritardo nella consegna della linea metro 5.
In più questa dichiarazione è palesemente in contraddizione con quanto ribadito dal costruttore MetroC S.p.A. come si vede nella figura qui sotto. Dunque, sulla metro C, chi mente?


giovedì 22 novembre 2012

Le priorità del centro storico più grande del mondo, patrimonio dell'umanità


 1. Basta con bancarelle e camion-bar
 2. Stop ai tavolini selvaggi
 3. Basta con le manifestazioni a piazza del Popolo 
 4. Stop alle barriere architettoniche
 5. Asilo nido nell'ex ospedale San Giacomo
 6. Nuovi parcheggi, in particolare sotterranei 
 7. ZTL costante
 8. Raddoppiare le navette elettriche


Queste le priorità indicate dal candidato minisindaco del 1° municipio, Costantini, che si propone come portavoce di una nuova lista civica "formata da residenti e commercianti del centro storico". Vi piacciono? Vi sembrano le vere priorità per il centro storico più grande del mondo patrimonio dell'umanità protetto (magari) dall'Unesco?
A prima vista sembrano tutte cose buone e giuste. La lotta per il decoro, la ZTL permanente. Poi, scorrendo più volte l'elenco e considerando che questa lista civica ha come base gli interessi dei residenti e dei commercianti del centro i dubbi cominciano a sorgere. Residenti come quelli che hanno impedito la costruzione del parking del Pincio e del sottopasso dell'Ara Pacis con relativo parcheggio che avrebbe creato una terrazza sul Tevere, dato aria al monumento e consentito una pedonalizzazione diffusa? Commercianti come Annibale il macellaio che hanno impedito la pedonalizzazione di via di Ripetta perché così possono scaricare la merce davanti bottega e la gente può parcheggiare sui marciapiedi per entrare nei loro negozi? In effetti a ben guardare questa lista se la vuole prendere giustamente con gli ambulanti abusivi e i camion bar, ma non una parola sulle auto parcheggiate ovunque, sui marciapiedi impercorribili, sulle isole pedonali violate, sulla lentezza dei trasporti pubblici causata dalla sosta selvaggia, sulle auto blu che spadroneggiano, sullo smog che sgretola i nostri resti antichi, le chiese e i palazzi, sulla connivenza dei vigili e sull'arredo urbano inesistente che tutto questo permette. Non una parola sulle pedonalizzazioni. E il tridente pedonale promesso da Alemanno? E via dei Fori Imperiali?
Però adesso i parcheggi li vogliono. E la ZTL h24. Qualcosa non torna. A cosa servono i posti auto se le auto nel centro storico non entrano più? O meglio. A CHI servono? Elementare Watson. A chi nella ZTL entra lo stesso. Commercianti. E residenti.
Insomma, a ben vedere, questo nuovo partitino si configura come una bella proposta per fare del centro di roma il comodo parcheggio e salotto di chi ci abita e di chi ci vende. Gli altri, bé forse non ne sono all'altezza. Forse che Roma non sia anche di chi vive fuori dalle Mura Aureliane e nelle pause dallo stress e dal traffico vorrebbe rilassarsi in una città bella e accogliente e accessibile? Forse che i milioni di turisti che la visitano resterebbero più a lungo se non dovessero incolonnarsi tra la doppia fila rischiando la vita, assordarsi per il traffico e respirarsi lo smog o spendere ore sui mezzi pubblici eternamente in coda o sui tram che non passano tra le auto parcheggiate ovunque? E forse, dico forse, gli stessi commercianti non si rendono conto che le persone spenderebbero molto più tempo e soldi nei loro negozi se potessero passeggiare tranquillamente in una bella via pedonale piuttosto che fare lo slalom tra le lamiere?

venerdì 16 novembre 2012

La mobilità paralizzata alla sbarra



Questa è Roma in un giorno feriale qualsiasi in ora non di punta. Una immensa distesa di lamiera paralizzata. 
Nessuna strada si salva a parte le autostrade che poi in ora di punta esplodono anch'esse. E' evidente solo a me che c'è un problema gravissimo? Direi di no, visto che da anni ormai abbiamo un sindaco che è anche "commissario straordinario per l'emergenza traffico". Tuttavia dopo Parentopoli e la richiesta di 8 rinvii a giudizio, altre inchieste si aprono sull'Atac: nel mirino dei magistrati truffe su appalti milionari, biglietti falsi, tangenti dai fornitori. C'è poi la questione irrisolta della tangente di 500.000 euro sulla commessa dei 40 filobus per il corridoio Eur-Laurentina, i cui lavori sono in pesantissimo ritardo e a questo punto chissà quando potremo vederci circolare i mezzi. Un bel quadretto per il trasporto pubblico, non c'è che dire. E tutto ciò proprio nel giorno in cui il comune decide di affidare "in house" (cioé senza gara) per i prossimi 7 anni ad Atac la gestione di tutto il sistema del trasporto pubblico romano, compresa la Metro C che ancora deve aprire.
Un po' come se eleggessimo presidente del consiglio una persona indagata per numerosi reati. Ah già, scusate. L'abbiamo già fatto.

lunedì 12 novembre 2012

Requiem per la metro D: che si fa adesso?


E' la notizia dell'anno. Le speranze erano poche ma ancora c'erano. Ora sono sepolte definitivamente. La metro D non si fa più. Almeno quella che conoscevamo noi dall'EUR a Montesacro. Romametropolitane ha annullato il bando di gara, che resisteva, sospeso, da due anni. La parte migliore della faccenda è che adesso i promotori del project financing scelti nella prima fase della gara (Condotti-Pizzarotte) potranno rivalersi sull'amministrazione per i costi del progetto preliminare, 10,5 sonanti milioni di euro. Buttati.
E' la notizia dell'anno. E non ne parla nessuno. Repubblica , Corriere, Messaggero. Niente. Il Sole 24 Ore è l'unico che riporta la notizia. Di chi è la responsabilità? Sicuramente di una amministrazione che in 5 anni non ha saputo proporre un'idea di Città e realizzarla. Un'amministrazione che si è buttata a capofitto nell'uso di strumenti che non sapeva gestire come il project financing, rivelatosi una trappola per la PA, ribaltando costi esorbitanti e rischi d'impresa sul pubblico e coprendo le ultime aree libere della città di cemento. L'unico che è ancora in piedi, ma già con ritardi clamorosi e mille difficoltà, è quello per la Rebibbia-Casal Monastero.


E adesso che si fa? Qualcuno ci verrà a dire che la metro D non serve. Lo stanno già facendo. Alemanno dichiara che "il futuro non è la metropolitana" alla convention con cui si lancia nuovamente alla guida della città eterna. Dai candidati di sinistra nessuna voce sulla mobilità, nessuna idea. L'unico che ne parla è guarda caso l'ex ministro dei trasporti Bianchi, il quale però afferma: "No a nuove metropolitane, sì al trasporto leggero di superficie su ferro e alle pedonalizzazioni"Insomma sembra che si sia creato una sorta di horror "metri". D'altra parte se si guarda al debutto disastroso della B1 e alla gestazione difficilissima della C ci si rende conto che presentarsi come nuovo paladino delle metro a Roma è rischiosissimo per qualsiasi candidato sindaco. Quindi si punta al ribasso, o si svia l'attenzione su altro. Proprio come fece Alemanno 5 anni fa, convincendoci di vivere in una capitale insicura. Eppure ci rendiamo tutti conto che una città con 4 milioni di abitanti nell'area metropolitana non può reggersi su due linee che vanno a singhiozzo e che la rete A-B-C-D era la dotazione minima per elevare lo standard della mobilità romana da disastroso a sufficiente e consentire finalmente ampie pedonalizzazioni del centro. Ci diranno quindi che non ci sono i soldi. Falso anche questo. Con i project bond si riaprono gli interessi dei privati a investire in infrastrutture mentre lo stesso Tajani pochi mesi fa è venuto da Bruxelles a dirci di guardare ai fondi europei. Che invece guarda caso per quella mostruosità che è il GRA2 sono stati trovati.

Insomma siamo ai minimi storici di speranza per la mobilità della capitale, con i progetti esistenti, per quanto "antichi", cancellati e pochissime idee per il futuro.

venerdì 9 novembre 2012

Zingaretti lancia il Car pooling

Finalmente. La Provincia di Roma ha lanciato una piattaforma online per il Carpooling. L'idea è semplicissima. Se ho un'auto offro un passaggio a chi fa il mio stesso percorso negli stessi orari. Se cerco un passaggio mi aggrego a chi già lo fa, dividendo le spese. In questo modo ci saranno meno auto in circolazione, meno smog, più parcheggi, meno traffico e un risparmio per tutti. Magari si potrebbe fare anche qualche conoscenza interessante. Se invece i nostri "ospiti" non dovessero comportarsi bene lo si può segnalare sul sito. Devo dire che il portale è fatto veramente bene e molto curato anche nella grafica. Inoltre ci sono già numerose richieste/offerte di posti auto. Perché è evidente che un servizio del genere funziona bene se lo si usa in tanti. Un gran bello smacco della Provincia al Comune di Roma, il cui servizio di carpooling è utilizzabile solo dai Mobility Manager delle aziende. Iscriviamoci in tanti quindi e diffondiamo la pratica del posto auto condiviso, ne guadagneremo tutti. Il portale è qui: http://roma.autostradecarpooling.it/

giovedì 8 novembre 2012

La Capitale der tanto ar chilo

La metro C quando sarà inaugurata?
«Dopo le elezioni. Non voglio utilizzarla per scopi propagandistici. Ho chiesto un preesercizio molto lungo per evitare problemi. Deve esser funzionante al cento per cento senza disagi».
Alemanno, sindaco di Roma Capitale a Leggo.


Non so a voi, a me suona come se a lavoro mi avessero chiesto: "Quando consegni questo progetto?" ed io avessi risposto: "Non lo so. Ho pensato de fa' un periodo molto lungo de test pe esse sicuro che funziona bene". 
E' probabile che più di qualcuno mi avrebbe lavato il capo finché io non avessi esplicato una data e le ragioni di eventuali ritardi stimati e quantificati. A quanto pare invece al sindaco di Roma Capitale è concesso esprimersi in questi termini riguardo un progetto che vale 4 miliardi di euro pubblici. Neanche Annibale, il famoso macellaio che ha impedito la pedonalizzazione di via di Ripetta, si esprime in questo modo.
Che vuol dire "preesercizio molto lungo"? Il periodo di preesercizio per le metro è fissato per legge, ad oggi si tratta di 45 giorni. Ricordiamo poi al sindaco che il preesercizio vuol dire far girare le vetture senza passeggeri a bordo. E il consorzio che sta costruendo la Metro C dichiara che sarà avviato a Novembre. A meno di problemi e considerate le festività dovrebbe dunque terminare non oltre Gennaio.
Altra cosa sono i collaudi dell'infrastruttura, che sono in capo a diversi responsabili a seconda dell'impianto da collaudare, Ustif, Regione, Ministero. Anche qui non sarebbe totalmente impossibile farsi dei conti. Siamo così sicuri che per Aprile non si possa chiudere tutto? Resta un mistero. Che importa. Tanto Alemanno ci promette che stavolta funzionerà tutto dal primo giorno. Non come con la B1. Che comunque ha aperto con 6 mesi di ritardo quindi il tempo per i collaudi c'è stato eccome. Che importa. A noi piace così.
Un tanto ar chilo.

P.S: sugli organi di stampa ufficiali del sindaco Alemanno è riportata tutta l'intervista rilasciata al quotidiano Leggo tranne guarda caso la parte relativa alla Metro C. Casualità?

mercoledì 7 novembre 2012

Romanzo Metropolitano

Parlare di metro a Roma è come scrivere un romanzo un po' noir. Con la vecchia signora linea B che ormai si ferma quotidianamente per almeno un'oretta mandando nel pallone la città  succube dei suoi acciacchi.
Parlare di nuove metro a Roma invece è come entrare in un film alla Matrix. Partiamo dalla B1. Aurigemma dice che Jonio, il nuovo capolinea, sarà pronto per Marzo 2013. Mente sapendo di mentire. Guardate la foto a sinistra che rappresenta lo stato attuale del cantiere. Vi pare che possa diventare così in 4 mesi? Tuttavia il nostro caro assessore ha imparato la lezione dalla batosta della B1, ritardata di 6 mesi. Quindi dice che i lavori finiranno a Marzo ma poi l'apertura dipenderà da Ministero, Regione, Ustif e chi più ne ha più ne metta. Facile lavarsene le mani così no? In fondo lui è solo l'assessore ai trasporti della capitale. E lo sarà guarda caso fino a Marzo.

L'assessore prosegue poi con la linea C. Qui la confusione è totale. Nessuna dichiarazione sull'apertura della prima tratta fino a Centocelle, le cui stazioni ormai scintillano sotto gli occhi di tutti ma che secondo il dimissionario ad di Romametropolitane, Bortoli, non potranno aprire prima di Ottobre 2013. Come se non bastasse, sulla fiction cala lo spettro della surreale mancata approvazione del bilancio "di previsione" delle spese comunali del 2012. Cioé siamo a fine anno e non sono state approvate le previsioni di spesa per l'anno in corso. Roba che neanche Spielberg potrebbe concepire. Ancora una volta un ministro deve bacchettare Alemanno. Ma stavolta si rischia di brutto. Ottenuto l'ennesimo rinvio, se non si approva il bilancio entro il 26 Novembre Alemanno va a casa e il comune viene commissariato. Oltre alla figura miserrima ciò significherebbe che svariati milioni destinati tra l'altro alla linea C sarebbero congelati con il rischio di ulteriori ritardi.
I colpi di scena non finiscono qui. Per l'assenza dei cantieri da San Giovanni al Colosseo sembra svelarsi una pista. Gli indizi sono:
 - una seduta del CIPE del 26 Ottobre che non avrebbe approvato la fantomatica rimodulazione dei fondi.
 - L'annosa questione del Colosseo, per la cui salvaguardia si vorrebbe pedonalizzare via dei Fori Imperiali prima dei cantieri.
 -  Il dossier di indagine della Corte dei Conti a dicembre 2011, la relativa risposta di tutti gli enti coinvolti entro 6 mesi e la controrisposta della Corte. Un botta e risposta ad altissima tensione durato un anno. Qui le versioni dei fatti divergono però. Secondo Aurigemma la Corte avrebbe finalmente avallato i costi della Metro C il 13 Agosto. Secondo il Corriere invece la relazione finale della Corte deve ancora essere presentata al Parlamento e al Governo. Un affare di stato insomma.
Di sicuro c'è che la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Perché manca proprio il tunnel.
Aurigemma ci parla anche della fantomatica prosecuzione nel centro storico oltre Colosseo. Non ci sono i soldi, dice. E si sapeva. I costruttori stanno lavorando a un nuovo project financing da presentare al comune visto che il precedente in pratica avrebbe dissanguato le casse pubbliche. Tuttavia l'assessore dice di preferire i fondi pubblici. Grazie. Di tutti i project financing proposti dall'attuale giunta quanti sono andati a buon fine? Ad oggi nessuno. Si sono dovuti arrendere all'evidenza che svendere la città ai privati e sommergerla di cemento per due fermate di metro non vale la pena. E questo ci porta dritti dritti al metafisico capitolo del prolungamento della B oltre Rebibbia. La gara assegnata ormai due anni fa si è clamorosamente arenata in Conferenza dei Servizi. Perché? Sembrerebbe che alcune aree fuori dal GRA che dovevano essere cedute ai costruttori come moneta di scambio siano soggette a un vincolo di inedificabilità totale. Bella scoperta, no? E che tempismo perfetto! Il comune ha pensato dunque di svendere delle aree a Pietralata per colmare il buco di finanziamento. E come si concilia questa colata di residenziale con il nuovo SDO previsto? Nessuno lo sa.

Quali nuovi esaltanti colpi di scena ci riserverà questo Romanzo Metropolitano? 


martedì 6 novembre 2012

Parcheggiopoli News


Oggi per parlare di parcheggi prendiamo a prestito una foto di via di Ripetta dalla pagina facebook dell'associazione Ripetta Pedonale la cui lotta di civiltà spero vogliate supportare. Quanto fa schifo quest'immagine? Quanto fa imbestialire l'idea che quel "cafone" per non dire altro distrugge i marciapiedi nuovissimi costati quasi 2 miliardi di vecchie lire? E il bello è che non è colpa sua. Piuttosto di chi glielo consente. Se infatti il minisindaco Corsetti profondesse metà dell'impegno con cui sta cercando di fare piazza pulita dei tavolini abusivi fuori dai ristoranti del centro nella guerra alla sosta selvaggia avrebbe istantaneamente ottenuto una città 100 volte migliore. Ecco invece quello che accade in questi giorni nella capitale in tema di sosta.

venerdì 2 novembre 2012

Trenitalia è una piaga e Monti lascia correre

Il trasporto ferroviario italiano è un disastro lo sappiamo tutti. Ritardi, disservizi, treni che fermano a Parma per far scendere la AS Roma. Persino le tratte Alta Velocità non sono esenti dai disagi. Tuttavia mentre tra Roma e Milano passano più treni che sulla metro B1, il sud e il trasporto regionale praticamente non esistono. Il tutto è nelle larghe mani di Trenitalia, semi monopolista dei treni italiani. Se ne accorgono anche i giornalisti ogni tanto, come questo la cui disavventura con le prenotazioni sarà capitata a migliaia di noi. E da quando è sceso nella stessa arena se ne accorge anche Montezemolo, i cui Italo hanno già portato una bella ventata di concorrenza (e abbassamento prezzi) nell'offerta ferroviaria della penisola. Senza sapere chi sia il responsabile, la vita di NTV non è stata facile, dalle cancellate erette a Ostiense sul binario di Italo all'assurda vicenda della stazione Tiburtina, una gigantesca astronave parcheggiata sui binari e malinconicamente vuota, senza le riqualificazioni circostanti promesse, senza servizi senza neanche le indicazioni ma con i costi di gestione tutti sul nostro groppone.

E' piuttosto evidente che uno scenario del genere ha bisogno di essere profondamente riformato. Per esempio con l'idea di separare il gestore pubblico dell'infrastruttura (RFI) dai gestori dei servizi (Trenitalia & altri). Sembrava esserci arrivato Monti anche se di striscio con l'istituzione di una apposita Authority dei trasporti, organismo super partes col compito di spingere sulla liberalizzazione del mercato ferroviario. Tuttavia nel Salva Italia non ha avuto il coraggio di inserirla. L'ha fatto nel Cresci Italia qualche mese dopo. Ad oggi, dopo quasi un anno, questa benedetta commissione non ha ancora dei membri. Perché? Facile. E' la tipica storia italiana del balletto di poltrone.

Vengono appuntati inizialmente alcuni nomi forti delle altissime cariche dello stato, tra cui Pasquale De Lise, uno degli uomini più potenti d'Italia, presidente del Consiglio di Stato durante il cui mandato si sono sollevati innumeri scandali. Il tutto passa inosservato per un po' finché i partiti non si rendono conto che stanno perdendo controllo su un organismo destinato ad avere un'influenza enorme. Ed ecco che viene bloccato tutto e parte la faida per spartirsi le poltrone d'oro dell'Authority. Si arriva all'assurdo, da parte dell'ipocrita PD, di candidare l'attuale presidente di Italferr, che come tutti sappiamo è una società del gruppo Ferrovie dello Stato. Alla faccia della liberalizzazione e della concorrenza. Compare anche il nome di Vito Riggio, presidente uscente dell'ENAC, già venuto alla ribalta nell'ambito delle indagini sulla famosa "cricca di Anemone". Insomma, non proprio un nome che profuma di pulito. In questa assurda guerra di potere, espressione più alta del marciume della partitocrazia italica, non poteva mancare lo zelante AD di Trenitalia (nonché presidente delle ferrovie europee, di GrandiStazioni e a capo di numerose altre aziende private del settore) Mauro Moretti, che senza girarci intorno, si scaglia pesantemente contro l'istituzione dell'Authority, "caso unico in Europa" secondo lui di cui non abbiamo bisogno perché i dati dimostrerebbero che infrastrutture e servizi rendono meglio se sono gestiti da un'unica società. Caro Moretti, potrebbe anche essere vero, se la società in questione sono le SNCF o le DB, ma non certo FS, che da anni dilapida miliardi di euro pubblici investendo solo sull'AV per far arricchire la monopolista Trenitalia.
Ben venga l'Authority dunque, quando lo schifo partitocratico riuscirà ad accordarsi sui suoi membri senza farci perdere un altro anno di concorrenza sleale, di servizi da terzo mondo pagati a peso d'oro, di giagantesche stazioni desolantemente vuote. 


lunedì 29 ottobre 2012

I have a dream

Anche questa settimana ci sarebbero un sacco di scandali da diffondere, dalle indagini su Mancini per i filobus, ai raccomandati in AMA, ai bus turistici che ancora deturpano via della Conciliazione alle opinabili rimozioni di dehors in numerose piazze del centro (i dehors non le macchine) all'assurda resistenza di residenti e alcuni commercianti alla pedonalizzazione di via di Ripetta.
Tuttavia voglio aprire la settimana con delle parole che mi hanno riempito di speranza. Sono di Enrico Sciarra, Amministratore Delegato di Roma Servizi per la Mobilità. Le ho trovate nella prefazione del Rapporto Ferrotranviario 1.0 pubblicato dall'Agenzia di Roma Mobilità, sulle cui proposte torneremo diffusamente. Qui invece mi voglio concentrare sulle idee. Sul fatto che non è vero che a Roma non c'è alcuno che abbia una visione sulla vivibilità, il trasporto e l'urbanistica. Una filosofia chiara, che pone le persone al centro, contro le strumentalizzazioni, contro le lobbies e le prepotenze di settore. Lascio parlare le sue parole, nella speranza che prima o poi arrivi un'amministrazione che le faccia proprie e le trasformi in realtà.

"Roma è una delle pochissime città dove il tempo tende ad assumere una dimensione passante e infinita. Guardi un luogo o un monumento e quelli hanno duemila anni di vita; lì intorno sono passate le storie e le cronache che compongono la storia. Un patrimonio non solo da salvaguardare, ma da rendere accessibile e conosciuto. Per la salvaguardia e l’accessibilità la mobilità su ferro è fondamentale e indispensabile. Chi l’ha detto che una catenaria di un tram deturpa 
la città. Ci sono delle foto bellissime che mostrano 
e dimostrano come i tram fossero ovunque, e quella 
Roma con più tram e catenarie e meno auto era più 
bella di questa. È necessario rivedere il Protocollo 
di gestione dei beni ambientali e del paesaggio 
della città (di Roma in particolare): una catenaria 
fa meno male dello smog che sbriciola, come un killer 
silenzioso, i monumenti"



"Che senso ha bloccare per più di venti 
anni la realizzazione del quadruplicamento 
tra Casilina e Ciampino (opera già praticamente 
completata) per il ritrovamento di un ipogeo…
Dopo venti anni l’ipogeo è ancora completamente ipo, 
sotto una montagna di pozzolana, rovi e acacie; 
il collo di bottiglia che limita capacità e regolarità 
ferroviaria per i Castelli e per Frosinone e Cassino è ancora lì con i rallentamenti e le criticità: calcolando una incidenza di soli quattro minuti al giorno, sono state sprecate circa 500 ore. Nessuno ha visto e vedrà l’ipogeo, mentre 17.000 veicoli-giorno privati (che potevano essere drenati dal Sistema Ferroviario) hanno continuato ad entrare in città per più di 7.000 giorni. Una nuova e diversa idea della città è possibile. La mobilità su ferro è indispensabile per evitare che la città continui ad espandersi; cioè il sistema del ferro non deve più inseguire l’espansione della città, ma regolare il ridisegno della città, che dovrà prevedere anche demolizioni e ricostruzioni"

giovedì 25 ottobre 2012

Il Mistero della Metro C

La nebbia più fitta avvolge la questione dell'apertura della prima tratta della Metro C. Così come la città di Milano oggi. Ed è proprio a Milano che ci conduce la nostra disperata ricerca di informazioni su quello che sembra un vero e proprio mistero. Ma facciamo un passo indietro. Dalle dimissioni di Bortoli non si hanno più notizie. La sua uscita di scena piuttosto teatrale ha però gettato un'ombra inquietante sull'intero progetto lasciandoci soli con un enigma: perché la prima tratta della Metro C fino a Centocelle non può aprire secondo l'ultimo piano cioé nei primi mesi del 2013 ma solo a Ottobre? L'ex ad di RomaMetropolitane ha lasciato dicendo di "aver fallito", riferendosi forse al fatto che non è riuscito a regalare ad Alemanno una inaugurazione così importante prima che scada il suo mandato. Eppure i siti ufficiali continuano a dire che i lavori sono finiti e si sta procedendo ai collaudi. Ormai è anche possibile constatare a occhio nudo che le prime stazioni sono finite e mancano solo pochissimi dettagli. E' possibile che ci voglia un altro anno?
Un piccolo spiraglio in questa assurda vicenda lo apre un articolo rifilato nella cronoca locale di Milano. Proprio così. Sembra infatti che anche la linea 5 milanese debba ritardare la sua apertura. Motivo? A causa della spending review sarebbe stata tagliata la commissione interministeriale che si occupa di verificare i collaudi delle varie metropolitane italiane senza il cui nulla osta non si può aprire alcuna stazione. L'articolo dice chiaramente che ciò avrà impatti anche sulla metro di Brescia e sulla nostra linea C. Insomma nel difficilissimo cammino della terza linea romana ci mancava anche Monti, che con questi tagli assolutamente senza senso sta frenando il seppur lento sviluppo del nostro disastrato trasporto pubblico. Caro Monti, per Natale, regalaci almeno la speranza di poter presto muoverci nelle nostre città senza morire di traffico e tempo perso. Anche il PIL te ne sarà grato. 

lunedì 22 ottobre 2012

Ecco che fine ha fatto il ponte ciclopedonale sull'Aniene a Conca d'Oro

La storia:
Doveva collegare via Valsolda alla stazione Metro B1 di Conca d'Oro avvicinando sensibilmente gli abitanti del quartiere compreso tra l'Aniene, la Nomentana e la ferrovia alla metropolitana. Non solo. Avrebbe costituito anche un ottimo interscambio tra la metro e la pista ciclabile dell'aniene. E' stato previsto da subito insieme al progetto della diramazione B1 ma inspiegabilmente l'approvazione del ponte è partita solo alla fine del 2011, quando i cantieri della metro erano praticamente terminati. Qui leggiamo l'ordinanza del sindaco del 29 dicembre 2011 che approva il progetto definitivo della passerella e dà mandato a Romametropolitane di bandire la gara d'appalto, per un costo di circa 4 milioni di euro finanziati nell'ambito dell'appalto per la B1. Dopo 3 mesi, a Marzo 2012 RomaMetropolitane effettivamente indice la gara. Le offerte dovevano pervenire entro l'8 Maggio. Il ponte invece avrebbe dovuto essere percorribile nell'estate 2013, promise Aurigemma. Da allora, non si è saputo più nulla.
Nel frattempo la diramazione ha aperto e tutti sappiamo cosa è successo in termini di disservizi e disagi. E' notizia di oggi lo svelamento del dossier dei saggi secondo cui la B1 non era pronta per aprire e ci sia stata una forzatura politica in tal senso. E il ponte? Sparito. Mentre i bus venivano tagliati in favore della metro e i cittadini rimanevano intrappolati nell'inefficienza del trasporto romano.

La scoperta:
Mi sono chiesto più volte quale fosse stata la fine di quest'opera. Poi ho trovato questo. Cos'è? La risposta più semplice al ritardo cronico delle infrastrutture in Italia, ovvero un ricorso al TAR. L'ha presentato la Soc Gm Lavori Srl contro RomaMetropolitane che l'avrebbe esclusa dalla gara. In data 12 Settembre 2012 il TAR ha respinto il ricorso. Che vuol dire? Che la procedura dovrebbe continuare e sperabilmente individuare la ditta che esegua i lavori. Nel frattempo però siamo quasi a Novembre e almeno 6 mesi sono stati buttati in burocrazia. E il ponte non aprirà mai nell'estate 2013. Quasi quasi è un bene. Le frequenze ridicole della B1 non avrebbero retto l'ulteriore afflusso di passeggeri. meglio aspettare il 2014 quando dovrebbero cominciare ad arrivare i nuovi treni. Nel frattempo continuiamo a prendere la macchina.

giovedì 18 ottobre 2012

Abbiamo i parlamentari che ci meritiamo

Lavorano in un luogo che dista:

  • 800 metri dalla metro A 
  • 800 metri dal capolinea del tram 8
  • 0 metri da decine di linee bus che portano in tutta Roma
  • 900 metri da un mega parking sotterraneo appena inaugurato con 700 posti auto
  • 0 metri da una postazione del (fu) bike sharing
Eppure, si approvano uno stanziamento di più di 5.000.000 di euro (nostri), cioé 10 miliardi di vecchie lire per trovare dei parcheggi alle loro (nostre) auto blu. Perché il parcheggio, per i nostri parlamentari, è proprio un problema. Bisogna addirittura farsi telefonare dal vigile se la macchina sta messa troppo male prima che scriva la multa. Questo accade a Montecitorio. Nel centro storico di Roma. Patrimonio dell'umanità per l'Unesco. Sede del Parlamento della Repubblica Italiana. Questa l'idea di mobilità che hanno i nostri rappresentanti, chiamati a trovare soluzioni ai problemi della nostra nazione, di cui uno dei più gravi è sicuramente l'emergenza traffico nelle maggiori città. Ah, ho dimenticato di aggiungere che loro i mezzi pubblici non li pagano.

giovedì 11 ottobre 2012

L'essenza di Roma in una rassegna stampa

commercianti, autodemolitori e camion bar

Quando si ripete qui e su altri blog più noti che il cancro di Roma sono le lobbies, i potentati, i cartelli, le associazioni di categoria arricchitesi grazie a licenze concesse chissà come e chissà quando o a volte semplicemente operando indisturbate nella totale illegalità, senza alcun tipo di controllo da parte delle amministrazioni, anzi probabilmente con la compiacenza di amministratori poco onesti. Quando ci si sgola su questi temi, a Roma, sembra sempre di parlare di un problema di serie B, da ultima pagina. Invece basta mettere insieme tre articoli sullo stesso giornale nello stesso giorno per rendersi conto in maniera lampante di dove risiedono le responsabilità di caos, degrado, sopruso e invivibilità in questa città. Lo ha fatto ieri il Corriere raccontandoci che:
  • Alcuni commercianti di via di Ripetta hanno manifestato bloccando la passeggiata di Ripetta per ore camminando sulla strada. Protestavano CONTRO la pedonalizzazione della via del Tridente. Sono capeggiati da Annibile, che possiede una macelleria sulla strada. E' preoccupato che la pedonalizzazione porti "movida", con bar e ristoranti che allestiranno dei dehors fuori dai loro locali. Come dargli torto. Molto meglio la puzza di gasolio e la doppia fila che ti costringe a rischiare la vita perché sul marciapiede di 50 centimetri che la soprintendenza ha impedito di allargare ci si parcheggiano i suv. A due passi da Piazza del Popolo e dal Pincio.
  • I camion bar o sono abusivi, o hanno autorizzazioni rilasciate d'urgenza o vecchie di decenni. In ogni caso quasi impossibile rintracciarne la validità. Tredicine  è sotto accertamenti da parte della Finanza. Insieme a molti altri per irregolarità igieniche e contabili. Solo che lui continua a sedere nell'assemblea capitolina al fianco di Giovanni Alemanno.
  • Gli autodemolitori, meglio noti come sfasciacarrozze, protestano per la mancata attuazione delle norme per la regolamentazione da parte del Campidoglio. Eh già perché sono negli stessi posti da 60 anni e nessuno li tocca. E ovviamente hanno autorizzazioni a scadenza. E sono 60 anni che continuano a operare nell'illegalità (qualcuno di loro vi ha mai rilasciato uno scontrino fiscale?), nel degrado, inquinando irrimediabilmente il suolo con resti di olio, benzina, lubrificanti e metalli vari. Anche sulla Palmiro Togliatti. Lì dove doveva sorgere il Parco Archeologico di Centocelle. Lì dove Alemanno è si è prodigato per cacciare i nomadi e smantellare il campo, ma non è riuscito stranamente a liberarci dai cumuli di lamiera e dai fumi nauseabondi.

mercoledì 10 ottobre 2012

Metro C in ritardo di (altri) 6 mesi: ci devono dire perché!

Si è dimesso l'amministratore delegato di RomaMetropolitane Bortoli, con una lettera in cui ammetteva di aver fallito e di non poter rispettare la data di consegna della prima tratta della Metro C e del prolungamento della B1 a Jonio, entrambi previsti per i primi mesi del 2013 (ed entrambi in ritardo di 2 anni rispetto al cronoprogramma INIZIALE del'opera). Lo riporta un articolo sul Corriere di oggi. Ovvie le conseguenze, l'ira di Alemanno che non potra' inaugurare nient'altro entro la fine del suo mandato (N.d.A. perdendo quindi chance di rielezione) e i sospetti sul possibile allargamento dell'inchiesta sulla mazzetta per i filobus (ad oggi smentito). Nessuno tuttavia si è sognato di chiamare questo signore e chiedergli perché. Vada per la B1 in cui si vede a occhio nudo che la stazione Jonio non può essere finita nel giro di pochi mesi. Ma la C? Qual è il problema? Le stazioni sono praticamente finite, i treni già corrono sui binari in vista dell'esercizio e soprattutto sia MetroC che Romametropolitane giurano e spergiurano dai propri siti che le opere strutturali sono terminate a Giugno e che si sta procedendo a finiture, test e collaudi. Riporto qui a imperitura memoria prima che alterino di nuovo i cronoprogrammi:
Romametropolitane.it:
La prima tratta che sarà completata è la Monte Compatri/Pantano-Parco di Centocelle, con 15 stazioni.
Opere principali e funzionali all'esercizio ferroviario completate a fine giugno 2012. Sono in corso le prove e le attività connesse all'avvio dell'esercizio.
MetroCspa.it:
Nella prima tratta funzionale, da Monte Compatri/Pantano a Parco di Centocelle, le opere principali e funzionali all'esercizio ferroviario sono state completate a fine giugno 2012.
Attualmente sono in corso le prove e le attività connesse all'avvio dell'esercizio, il completamento delle finiture interne ed esterne delle stazioni, le sistemazioni esterne e della viabilità.
novembre 2012, come programmato, avrà inizio il pre-esercizio e saranno effettuati tutti i controlli, le verifiche ed i collaudi necessari per l’effettiva entrata in esercizio della Linea.
Il termine di queste operazioni è previsto a dicembre 2012.

Dunque? Qual è il problema? Non si sa. Non importa al giornalista che ha scritto l'articolo. Né tanto meno all'amministrazione che in un paese civile dovrebbe come minimo scusarsi pubblicamente con i cittadini. Eh già. Perché è sempre con i nostri soldi che si sta costruendo un'opera che ancora non vede la luce. E soprattutto siamo noi che dobbiamo continuare a morire di e nel traffico quotidiano. E in ogni caso nessuno paga questi ritardi. Grazie a un appalto truffa come il general contractor stipulato con metroc spa. A Milano il consorzio Metro5 sarà costretto a pagare qualcosa come 20.000 euro al giorno per ogni giorno di ritardo rispetto alla data di consegna. Solo per fare un esempio vicino. Quindi stavolta pretendiamo delle spiegazioni. Serie. Una missione quasi impossibile.